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| GNÒSI DELLE FÀNFOLE - 1994 - |
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«Sarebbe
opportuno, anzi direi sarebbe addirittura canonico, presentarsi
con un piccolo preambolo teorico. Signori, potrei dire, eccovi alcuni
esperimenti di poesia metasemantica. Ora mi spiegherò. Per millenni
il procedimento principe seguito nella formazione e nell'arricchimento
del patrimonio linguistico è stato questo: dinanzi a cose, eventi,
emozioni, pensieri nuovi, o ritenuti tali, trovare suoni che dessero
loro foneticamente corpo e vita, che li rendessero moneta del discorso.
A tale intento, in genere, servivano suoni che già venivano impiegati
per significati consimili. Inventi il cannocchiale e sommi canna
con occhiale […], talvolta serve il nome d'una persona (siluetta,
besciamella), tal altra il nome d'un luogo (pistola,
baionetta) […]. Nella poesia, o meglio nel linguaggio metasemantico,
avviene proprio il contrario. Proponi dei suoni e attendi che il
tuo patrimonio d'esperienze interiori, magari il tuo subconscio,
dia loro significati, valori emotivi, profondità e bellezze. È dunque
la parola come musica e come scintilla.»
Baldini&Castoldi |
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IL NUVOLARIO. PRINCIPI DI NUBIGNOSIA - 1995 - |
Come la Gnòsi delle Fànfole, questo
libro è frutto di pura invenzione, improntato sulla falsariga di
un rigoroso impianto accademico e corredato di un nutrito apparato
critico. Il testo - la cui prima stesura risale al 1956 - convoglia
una folta messe di dati dall'immaginario dell'autore in una catalogazione
lirica e "visionaria", una tipologia ragionata ma fantastica
di uno dei mondi che ci gravitano sopra: quello delle Nuvole.
Semar |
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TIBET. INCANTO ORIZZONTALE - 1996 - |
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Fotografie panoramiche di Davide Camisasca
(a cura di Fosco Maraini)
Il Tibet agreste e pastorale descritto con indubbia efficacia da
Tucci e dallo stesso Maraini nei resoconti dei loro viaggi del 1937
e del 1948 non esiste dai tempi dell'invasione cinese. Le fotografie
di Davide Camisasca qui raccolte evidenziano il volto attuale di
questa tormentata regione e dei suoi uomini che non hanno del tutto
rinunciato alla cultura e alla religione della tradizione. Catalogo
di una mostra del 1996, il libro, curato da Fosco Maraini, offre
suggestive "immagini che racchiudono panorami vastissimi, senza
fine, come riesce a coglierli l'occhio del viaggiatore che si spinge
verso le alte terre a settentrione dell'Himalaya".
Museo Nazionale della montagna |
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GASHERBRUM
IV. LA SPLENDIDA CIMA - 1996 - |
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Uno
straordinario racconto di spedizione ma un po' anomalo perché scritto
da un colto osservatore - etnologo, alpinista, fotografo - quale
è Fosco Maraini. Prosa limpida che ti introduce dapprima nel paese
dei Baltì, luogo di miserie e meraviglie, e poi ti guida nella leggendaria
valle del K2. La scalata finale è storia di famosi alpinisti - Cassin,
Bonatti, Mauri, Gobbi, De Francesch - ma soprattutto di uomini,
di cui Maraini sa dipingere limiti e grandezze, con onestà, senza
adulazione.
Vivalda |
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| GLI ULTIMI PAGANI - 1997 - |
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Gli
ultimi pagani presenta tre avventure di Fosco Maraini, precedute
da un "Breve discorso su Somiglianze e Differenze" e concluse da
una lunga intervista-ritratto. Tre incontri con popoli marginali
dell'Asia, visitati in anni in cui ancora vive erano le loro tradizioni.
Come la "cerimonia dell'orso" degli Ainu, antica popolazione giapponese
dalle origini oscure; la pesca sui fondali marini a largo dell'isola
giapponese di Hikura, compito importantissimo per tutte le comunità
Aima e riservato alle giovani donne; i costumi e le attività religiose
dei Cafiri, i pagani del Chitral pakistano. Ogni incontro è la scoperta
di un mondo a sé, dotato di regole rituali, abitudini che l'occhio
dell'antropologo coglie con precisione e la penna dello scrittore
vividamente descrive. Come nei migliori libri di etnologia, infatti,
il valore scientifico degli Ultimi pagani è pari solo alla
sua qualità letteraria.
Edizione Red |
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| SEGRETO
TIBET - 1998 - |
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Pubblicato
una prima volta nel 1951 come resoconto di viaggi compiuti nel Tibet
nel 1937 e 1948, in compagnia di Giuseppe Tucci, Segreto Tibet
ebbe enorme successo e fu tradotto in dodici lingue. Da allora in
avanti mutamenti drammatici, spesso accompagnati da violenze umilianti
e da distruzioni insensate, sono stati imposti al Tibet nella sua
autonomia religiosa e culturale. Questa riedizione aggiornata ripropone
al lettore il racconto e le immagini di un tempo inquadrati e messi
a fuoco nel panorama della realtà di oggi con tutte le sue implicazioni
storiche, sociali e morali. Le splendide e numerose fotografie scattate
da Fosco Maraini formano un suggestivo apparato iconografico d'autore.
Corbaccio |
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| I
VOLTI DEL TIBET SEGRETO - 1998 - |
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16 grandi fotografie di Fosco Maraini
Una
sorta di breve introduzione, dal significativo titolo Tibet:
ricordi di un tempo felice, e 16 ritratti fotografici di tibetani
- uomini, donne, vecchi, bambini, monaci, laici - compongono questo
particolarissimo album firmato da Fosco Maraini. Si tratta dunque
di un felice omaggio che uno dei più noti e raffinati conoscitori
di quei luoghi e di quelle popolazioni ha voluto offrire a un popolo
e a tradizioni culturali ormai estinte. Le fotografie, infatti,
risalgono ai tempi delle spedizioni che nel 1937 e nel 1948 l'autore
ha compiuto in quelle terre con Giuseppe Tucci e ci restituiscono
per immagini l'incanto e la suggestione di un luogo, il Tibet, prima
della barbara invasione cinese, dall'identità perduta.
Lyra libri |
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ALPI
GIAPPONESI. FOTOGRAFI DI MONTAGNE LONTANE - 1998 - |
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(a
cura di Fosco Maraini e Makoto Sugimoto)
Le Alpi giapponesi: un
incredibile viaggio in un mondo e in una cultura lontane e molto
differenti da quella occidentale, una diversità che regala a quei
luoghi una straordinaria carica di fascino e di mistero. Corredato
da una brillante introduzione di Maraini, che percorre le principali
tappe dell'alpinismo in Occidente e in Giappone, questo catalogo
di una mostra, curata dallo stesso Maraini con Makoto Sugimoto nel
1998, presenta 120 immagini di 29 fotografi del Sol Levante che
restituiscono al lettore l'incanto dei luoghi alpini giapponesi,
riproducendo in maniera nitida e convincente quella "concezione
delle montagne come mète sacre, e dell'alpinismo come attività eminentemente
purificatrice e spirituale" così squisitamente nipponica.
Museo Nazionale della montagna |
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| CASE,
AMORI, UNIVERSI - 1999 - |
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Con
questo romanzo autobiografico pieno di pathos e di ironia, Fosco
Maraini non soltanto ci racconta la propria straordinaria vicenda
di eccentrico maestro, di grande irregolare della nostra cultura,
ma delinea anche un irripetibile affresco della prima metà di questo
secolo, indagato attraverso le mille periferie del mondo che via
via ha attraversato e restituito in un toscano caldo e fragrante
nel quale espressioni, modi di dire desueti e vernacolari perdono
ogni apparenza leziosa per vivacizzarsi in una lingua di gioiosa,
primitiva purezza. Forse soltanto un grande fanciullo, un "ultimo
pagano" come Fosco poteva offrirci un inno alla vita come quello
contenuto in queste pagine. Un inno di gioia e di stoica consapevolezza
del dolore, perfettamente sintetizzato dalla splendida foto di copertina,
scattata dallo stesso Maraini: l'ascesa festosa di quell'uomo lungo
la scala prelude all'approdo nel nulla celeste. Come insegna il
Buddha: "Tutto ciò che nasce deve perire; ciò che ci unisce deve
separarsi".
Mondadori
Oscar Mondadori |
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| ORE
GIAPPONESI - 2000 - |
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L'asse
portante del libro è costituito dal racconto di una lunga e lenta
peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a
metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri.
Visitiamo Tokyo e Kamakura, conosciamo i Bamba, gli Uriu, i Miyazawa,
Tamako, Somi, Giorgio, Jane e tanti altri
personaggi impegnati in un continuo dialogo est-ovest, che conduce
a volte verso reciproche comprensioni, ed a volte s'arresta dinanzi
ad invisibili confini di pensiero. Il racconto
procede su molteplici piani. Innanzitutto v'è quello immediato definito
dalle vicende giornaliere di viaggio; a questo s'intrecciano numerosi
riferimenti ai tempi lontani della guerra, con chiarimenti di fondo
alla storia del Giappone e con illustrazioni di costumi e
aspetti del carattere nazionale. Le pagine di questo volume possono
offrire, insieme alla ricca dotazione iconografica, numerosi spunti
per meglio comprendere il "mistero Giappone".
Corbaccio |
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| PAROPÁMISO - 2003 - |
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Nel libro mi sono permesso di suggerire alcune parole. La prima è amodio. È così semplice: amore + odio. È un caso che si presenta spessissimo nella vita umana e non so perché non esista nel vocabolario italiano una parola per indicarlo, mentre in giapponese esiste un corrispettivo. Indica un sentimento profondo, che si può provare verso persone, lavoro, cose. Un'altra parola è ortòmo, dove "ort" sta per giusto, corretto, come in ortogonale, ortografia, ortopedia - non come in orto - e indica un uomo diritto, corretto, come l'uomo archetipo.
Ho scritto Case, amori, universi un po' nella casa di Firenze e un po' in quella che ho in Garfagnana, a penna su block notes normali, dove è facile correggere, risistemare, rifare. Poi ho ribattuto io stesso tutto a macchina. C'è un mio amico che ha uno scanner: gli ho passato il mio dattiloscritto già pulito e sistemato, lui ha ripreso tutto e mi ha restituito delle pagine già quasi da bozza. Poi io ho riletto, corretto, aggiunto ancora.
Mondadori |
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prova
opera
casse
numero
3
opera11
opera8
opera
5
opera
6
opera7
opera9
opera
4
opera
10
opera
2
opera13
opera
12
opera
25
opera
24
opera
23
opera
22
opera
21
opera
20
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19
opera
18
opera
17
opera
16
opera
15
opera
14
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