L'espressione "Estremo Oriente" è molto sgradita ai giapponesi e ai cinesi, che da parte loro rispondono: "Ma allora voi che cosa siete? Estremo Occidente?"; preferiscono dire "Asia orientale".

A tredici anni,
un arlecchino beffardo e divertito
Un termine che ho spesso usato con un certo divertimento è quello di Citluvit, che sarebbe il Cittadino Luna Visita Istruzione Pianeta Terra.

Io penso che l'endocosmo del Citluvit mi sarebbe molto congeniale.

Gli appartiene il desiderio di scoperta e di esplorazione. Fin da bambino, bilingue e dalla doppia nazionalità,
ho vissuto ogni esperienza come un'avventura e una scoperta, proprio come il Clé di Case, amori, universi.

[BIBLIOGRAFIA]
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CITLUVIT


Mi sono adattato agli usi delle terre visitate...
Negli anni '30 non era poi così eccezionale andare in Asia orientale. Solo che ci volevano quaranta giorni di viaggio; gli italiani di solito prendevano le navi del Lloyd triestino, facendo da Trieste a Shanghai, oppure fino a Kobe e Yokohama, i due porti più importanti del Giappone. Noi andammo fino a Shanghai. Dopo una settimana di attesa prendemmo una nave della P&O, Peninsular and Oriental, servizio inglese che trasportava i viaggiatori in Asia orientale.

[CASE, AMORI, UNIVERSI]



  Eccomi negli abiti di un bonzo Jodo Shinshu


Ma un viaggio davvero epico lo compii nel 1920, quando - per andare a trovare quella che nel libro è Malachite, ma in realtà si chiama Topazia - andai in Sicilia in motocicletta: ci misi tre giorni; da Salerno in poi non c'era più asfalto, tutte strade sterrate.




Una cartina, un po' datata, dell'Asia

Era un viaggio lungo, lento, qualche volta anche penoso
,
sia per il cattivo mare sia per il caldo, ma si vedeva tanto mondo, si imparavano tante cose: era come fare un autentico "corso in asiologia". Si cominciava dall'Egitto, poi Bombay, Colombo, Manila e finalmente Shanghai, da dove si andava a Kobe. Quei sette e otto porti che si vedevano erano tutti interessantissimi, nel senso che c'erano persone diverse, costumi diversi, odori diversi, suoni diversi, cieli diversi: era davvero appassionante. Se penso che adesso bastano undici ore per arrivare a Tokyo, senza aver visto niente, credo proprio che fra i due sistemi, l'antico era migliore.

[BIOGRAFIA]