| La
lingua giapponese non è poi tanto difficile
a parlarsi. È un po' come il monte Fuji: da
principio le pendici sono dolcissime, poi man mano diventa sempre più
ripido finché in cima è
così impervio che ci si deve proprio arrampicare. Anche il giapponese
all'inizio non è difficile: non c'è maschile e femminile,
non c'è singolare o plurale, non ci sono le persone verbali, non
ci sono articoli, quindi è molto più facile dell'italiano
quanto a coordinazione. |
[Foto dell'autore] |
|
|
|
MAPPA SITO |
|
|
Quando
si arriva a dover affrontare la scrittura, si entra in un ginepraio spaventoso,
e allora sì che il giapponese diventa la lingua più difficile
del mondo. Gli ideogrammi non sono nati con la lingua giapponese, ma con quella cinese, c'è stato un adattamento che è durato circa tre secoli: alla fine ci sono riusciti, ma con capriole straordinarie. Tanto è vero che una pagina di giapponese moderno è composta da ideogrammi per i concetti fondamentali, più segni fonetici per tutte le terminazioni, le preposizioni, le posposizioni, che sono tantissime e danno le raffinatezze della lingua. [BIBLIOGRAFIA] |
Ideogrammi: un'arte di equilibrio formale |
|
![]() Un maestro calligrafo [Foto dell'autore] |
Altra difficoltà del giapponese sono i livelli di cortesia. In italiano abbiamo solo tu, lei e voi che funzionano come "marce": una volta ingranata una marcia, continui con quella. Il giapponese è molto più complicato, perché i possibili passaggi sono tantissimi: si può parlare con qualcuno alla pari, un po' più su, molto più su, con grande rispetto; oppure più giù, molto più giù, con grande disprezzo. [BIBLIOGRAFIA] | |